cambiare

Il cambiamento è l'unica variabile (cit.). Tutti abbiamo paura di cambiare. Una delle ragioni principali della resistenza a comprendere, è la paura del cambiamento: se veramente mi permetto di conoscermi, vedermi, osservare, posso essere cambiat@. La competenza soggettiva è intrisa di qualità se si osserva e la questione diventa delicata nel momento in cui si tratta di osservazioni riguardanti le persone, che hanno un mondo proprio di emozioni, sentimenti, stati d’animo, esperienze, vissuti. Uso l’espressione “esperienza delicata” in quanto entrano in relazione due mondi quello dell’osservatore e quello dell’altra persona. La qualità di profondità dipende dalla nostra passione, dalla voglia di ricerca; esse sono infinite. L’osservazione nasce dal desiderio di trovare una risposta a degli interrogativi, è necessario essere curiosi, porsi domande inusuali. Osserviamo lasciando che le nostre conoscenze stiano sullo sfondo come a sembrare dimenticate e da questo stato lasciamo che l’osservatore possa emergere, prendere forma, sorprendersi dell’incontro di ciò che porta la persona, la loro relazione e le conoscenze. Alcune volte può sembrare che l’osservatore abbia la necessità di ricercare volontariamente dei fili e di connetterli tra la conoscenza e la percezione dell’oggetto/soggetto osservato. Nella realtà ogni momento della relazione è nuovo e irripetibile ed ha la possibilità di prendere forme nuove e sconosciute all’esperienza trascorsa. Se i filtri, le difese sono sconosciuti interferiscono con questa possibilità perché ci pongono sempre nello stesso punto di osservazione della relazione interna ed esterna, di conseguenza si vedono sempre le cose nello stesso modo. Lo sviluppo dell’Io come osservatore, può creare dentro di noi spazi d’ascolto, d’incontro e di movimento che si rinnovino in ogni istante con originalità e rinnovata vitalità.


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