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#ciochenonsiconoscevaesplorato: la donna nella disabilità.

Maschio o femmina? Ehi tu… bel maschietto come ti chiami? E ora… donna o uomo? Molto spesso capita ed è capitato che si rivolgano a me cosi, con le domande di prima, mi sono sempre chiesta perchè poi ho capito, se cresci con l’idea che non sai nemmeno tu di che genere sei è difficile che all’esterno si rivolgano direttamente con il genere di appartenenza. Nella disabilità soprattutto in alcuni casi di acondroplasia, i tratti somatici sono molto simili tra uomini e donne sopratutto in tenere età, poi crescendo tanto dipende, se hai i capelli corti o lunghi, se hai il seno prosperoso o meno, se hai se hai se hai… tutto un se prima di soffermarsi a vedere e a sentire la vera “origine” di quella persona. Tutto cosi scomposto e sconosciuto un po’ come la nostra caratteristica principale, la scompostezza, si perchè siamo scomposti nel camminare, nell’agire, a volte nel pensare, nel fare, nell’essere, ma tutto questo può essere ricomposto, maturando l’idea che la donna può e debba esprimersi proprio perchè donna, capace di fare, dire, parlare, esprimere, essere. La donna può vivere, la donna deve essere sé stessa, nella sua forma, nella sua vita, nel suo vivere, nel suo agire, non può essere negata o vissuta come uomo, ma deve darsi da fare per essere sé stessa donna, ma cosa significa essere donna? Lascio a te la risposta, e se vuoi ti attendo nei commenti sotto… L’aver conquistato il mio essere donna, mi ha permesso di conoscermi ancora più a fondo, ancora più da vicino, di incontrarmi in quello specchio e di poter dire… sono. #blogger #blog #vita #sceltedivita #acondroplasia #donnadisabilità #disability #consapevolezzafemminile #consapevolezza #awareness #consciuness #acondroplasiasinlímites





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