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  • Immagine del redattoreAgnese Caon

#cióchenonsiconoscevaesplorato: acondroplasia a passeggio, in vacanza, in relazione

Le sento risuonare forte le voci, un udito molto sviluppato, capacità di leggere il labiale, una percezione profonda di ciò che sta succedendo intorno, l’acondroplasia ha sviluppato queste caratteristiche perché la paura di essere messi al mondo ha prodotto reazioni tali per cui interagiamo con il mondo circostante in base a ciò che succede intorno, perdiamo la connessione con noi stessi focalizzandoci su ciò che: sentiamo, vediamo, e su ciò che provano gli altri intorno a noi. Ma noi cosa proviamo?

- La vedi quella signora li in fondo?

- Vedi come cammina?

- Senti come parla?

- Hai visto che testa grande che ha?

- Ma è una signora grande o una bambina piccola?

Lo sguardo si ferma, impietriti, curiosi…

Queste sono le domande che si sentono risuonare, domande lecite, curiosità sane, se vengono approfondite ed esplorate se il mondo intorno si fa vicino, molto spesso ancora però non si conosce e non conoscendo non si sa cosa dire. Ma cosa vuoi dire? Dove sta la differenza?

Cosa ho scoperto io in merito a questo? La differenza sta solo nel fare le cose in maniera agevole, la differenza sta… solo dove tu la vuoi inserire non c’è altro luogo dove inserire questa diversità. Non è facile arrivare qui, rendere consapevole questo, ma credimi che il passaggio è molto bello, perché permette di alzare lo sguardo, andare in spiaggia senza paura, indossare un cappello e sentirsi donna.

Per chi mi legge, questo vuole essere un ulteriore passaggio, per ampliare lo sguardo verso una diversità che sembra non essere ammessa, certo non è scontata, ma è possibile.



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