ciò che non si conosce va esplorato: fa parte di me e non posso dimenticarmene

Fa parte di me, il corpo fisico ricorda che è presente. Se mi dimentico si “annuncia”.

Mi pone nella presenza, mi dice come sto da come si fa sentire, da quando e da come mi alzo. Mi ricorda che c’è perché cambia movimento con il cambiare dei giorni e delle stagioni. Allo stesso tempo, questo corpo mi parla di ciò che sto facendo, di come mi muovo, di ciò che sto vivendo.

Gli occhi rivolgono lo sguardo lì a quel punto, quello che si muove dentro, alza la voce se non lo ascolto, e mi chiama: ricordati che ci sei, stai andando, ma ci sei, sei qui, sei tu… puoi costruire la tua persona, se ascolti il corpo, stai bene con te.

Fa parte di me, sentire, a volte sentire più forte,

Connessa a tutta me stessa, nessuno avanza un passo al posto mio, nessuno decide, nessuno ha la consapevolezza del momento presente impressa dentro di me. Ma tutti possono vedere da fuori quello che “vive”. Allora le parole: “il tuo corpo ti sta parlando”, sono rivolte perché ne prenda consapevolezza che questo corpo mi ricorda di esserci nella forma della sua esistenza.

Ascoltarlo, viverlo, farne tesoro ed esperienza.

E’ nel e del corpo la sensazione in quanto attiva un movimento interno che sarà il mattone su cui si potrà costruire il pensiero, il sentimento, l’intuizione. Senza l’esperienza corporea, senza aver mai visto niente, senza aver mai ascoltato nulla o gustato o annusato e particolarmente toccato, non si può definire che cosa sia una cosa, che relazione abbia con le altre, che valore comporti per sé e per gli altri. Accorgersi e percepire è il modo in cui la coscienza fa esperienza diretta e immediata degli oggetti che compongono la realtà attraverso i sensi. È l’esperienza che passa attraverso il corpo. Cogliere, cioè prendere e apprendere attraverso. La percezione è un prendere coscienza.

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