Ciò che non si conosce va esplorato

Aggiornamento: 7 apr 2021

Ciò che non conosci va esplorato, soprattutto quando si parla di se stessi. Perché ancora non mi conoscevo, desideravo altro e avevo l'idea fissa solo nell'ideale che mi ero costruita.

Accettare, accogliere, cambiare visuale, iniziare a vivere… Continuavano a dirmi che non sarei andata sopra i 130 cm ma non ci credevo, non volevo comprendere cosa volesse dire, e finché non l’ho sperimentato non l’ho capito, mi guardavo allo specchio e vedevo solo quello che desideravo; l’ideale a cui aspiravo era un altro ma la realtà è stata ed è diversa. Vedevo gli altri crescere (in altezza) ed io rimanere lì ferma, il mondo lo vedevo da lì e non c’è stato modo e non c’è possibilità di vederlo da altri punti di vista, mi sono arresa alla mia ricerca e ho realizzato che dovevo e potevo iniziare a vivere veramente. Realizzare di essere in questa dimensione mi ha portato ad essere più sensibile, anche verso gli altri e a ciò che succede, magari qualche imbarazzo o qualche domanda scomoda che arriva, qualche sguardo curioso di bambini e adulti che ora riesco ad accogliere, se qualcuno mi sta parlando e si sta chiedendo se può fare o meno quella domanda: ma tu cosa puoi fare? Ma tu come gestisci la tua quotidianità?

Prendi quello che hai e lo rendi tuo. E’ accettare, comprendere, vivere, ciò che hai e non quello che speri un giorno, forse, arriverà, no non funziona così e non ci sono tanti stereotipi o omologazioni, cercare assensi senza consensi.

Tutto questo ha iniziato a far parte di me intorno ai 30 anni, tardi!?! Non so se è presto o tardi ma ad un certo punto inizi a maturare e tutto inizia a cambiare, fino a quel momento ero nella nebbia, non vedevo oltre i miei piedi, per me non c’era possibilità ed invece poi la scoperta... la vita.

# accogliere #esplorare #vita #scoperte #desideri #ricerca #cambiamento #momenti


0 visualizzazioni0 commenti

Post recenti

Mostra tutti

Giornata internazionale consapevolezza sul nanismo? Serve una giornata? Non credo bastino 24 ore per consapevolizzare una condizione fisica come quella dell’acondroplasia. Quello che è utile è rendere